Nel ciclo idrico integrato, dove buona parte delle infrastrutture è nascosta sotto le strade e gli interventi sono spesso reattivi e costosi, l’IA rappresenta un cambio di paradigma. Non più riparazioni a emergenza avvenuta, ma prevenzione, previsioni e investimenti mirati. L’innovazione non sostituisce il lavoro umano: ne moltiplica l’efficacia e permette a risorse pubbliche limitate di essere utilizzate con maggiore responsabilità.
Questo approccio non riguarda solo l’Italia. Secondo l’OCSE, fino al 40% dell’acqua immessa nelle reti urbane nel mondo si disperde prima di arrivare ai rubinetti. Tra infrastrutture datate, pressione crescente sugli ecosistemi e variabilità climatica, la gestione idrica richiede oggi una trasformazione radicale. Le aziende più avanzate stanno adottando strumenti che combinano big data, machine learning e sensori distribuiti: non per avere più informazioni, ma per prendere decisioni migliori, più rapide, più sostenibili.
In questo contesto si inserisce il nuovo sistema predittivo adottato da Gruppo CAP, sviluppato nell’ambito del PNRR per la riduzione delle perdite idriche. Si chiama DSS – Decision Support System – e utilizza modelli di machine learning per analizzare una grande quantità di dati e stimare dove e quando le tubature potrebbero rompersi. Un modello che riguarda oltre 6.500 chilometri di rete idrica nella Città metropolitana di Milano, valutando elementi come materiali, condizioni climatiche, pressione, traffico stradale, frequenza delle riparazioni, diametri delle condotte. Uno strumento capace di trasformare il passato e il presente della rete in scenari futuri, fondamentali per programmare gli interventi.
Il sistema non fornisce solo un elenco di criticità: costruisce vere e proprie mappe di priorità attraverso interfacce cartografiche che tematizzano i tratti di rete più a rischio. Gli operatori possono inserire vincoli di budget, esigenze logistiche o condizioni urbanistiche per simulare diversi scenari di intervento. In questo modo la manutenzione diventa pianificata, sostenibile e più equa nella distribuzione degli investimenti sul territorio.
Alla componente predittiva si affianca un livello avanzato di business intelligence. Il DSS genera report dettagliati sulle scelte operate, spiegando perché un tratto è più urgente di un altro, quali variabili sono state valutate, quali effetti si prevedono sulla rete e sul servizio. Una trasparenza che rafforza la fiducia dei cittadini, perché rende tracciabili le decisioni pubbliche e mostra come la tecnologia possa diventare uno strumento di responsabilità collettiva.
La rivoluzione digitale coinvolge anche il rapporto diretto con le persone. Accanto al DSS, Gruppo CAP ha introdotto un assistente virtuale intelligente basato su IA generativa e tecnologia Microsoft Azure che non si limita a rispondere velocemente a domande frequenti: riduce i tempi di attesa, aiuta nella compilazione delle pratiche e a partire dal 2025 è in grado di guidare gli utenti passo per passo nella presentazione delle richieste online. Con un tasso di precisione vicino al 98%, il chatbot utilizza esclusivamente documenti ufficiali dell’azienda, garantendo informazioni sicure, aggiornate e controllate.
Il percorso non si ferma qui. Moduli di intelligenza artificiale supportano anche il personale interno nella lettura e classificazione dei documenti tecnici, nella gestione di flussi informativi e nella riduzione dei carichi amministrativi. La tecnologia non sostituisce, ma libera tempo per attività a maggiore valore aggiunto, permettendo al servizio pubblico di concentrarsi dove l’umano è indispensabile: nella progettazione, nel contatto con le comunità, nella sicurezza delle infrastrutture e nella qualità della relazione con il territorio.
L’acqua intelligente è già qui. Non è solo una questione di efficienza, ma di sostenibilità: meno sprechi, più trasparenza e maggior valore condiviso. E una promessa chiara per il futuro: una rete idrica capace di prevedere, prevenire e migliorare, al servizio dei cittadini e dell’ambiente.
