Gocce di innovazione
30/03/2026

Progettare l’acqua del futuro: la nuova centrale di Cornaredo

Un campo di otto pozzi, un serbatoio da 9.500 metri cubi e una dorsale idrica lunga 19 chilometri: la nuova centrale di potabilizzazione di Cornaredo è una delle infrastrutture chiave con cui Gruppo CAP rafforza la sicurezza dell’approvvigionamento idrico per oltre 500.000 abitanti dell’area metropolitana milanese. Un progetto che unisce innovazione tecnologica, modellazione digitale BIM e progettazione partecipata con i territori.

Quando si parla di infrastrutture idriche, l’innovazione non riguarda solo le tecnologie di trattamento o le pompe più efficienti. Sempre più spesso riguarda il modo in cui queste opere vengono progettate, simulate e condivise con i territori.

La nuova centrale di potabilizzazione di Cornaredo nasce proprio con questa doppia prospettiva: da un lato rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento idrico per oltre 500.000 abitanti dell’area metropolitana milanese, dall’altro sperimentare nuovi metodi di progettazione e gestione delle grandi infrastrutture dell’acqua.

L’opera rappresenta infatti un tassello fondamentale nella strategia della green utility per realizzare connessioni fra i singoli acquedotti comunali e costruire un sistema idrico integrato a scala sovracomunale, più efficiente e resiliente.


Un’infrastruttura per l’acqua dell’area metropolitana

La centrale sarà alimentata da un campo di otto pozzi, in grado di garantire una portata di picco di 250 litri al secondo, e sarà dotata di un serbatoio di accumulo da 9.500 metri cubi.

L’impianto comprende sistemi di pompaggio ad alta efficienza per il sollevamento e la distribuzione dell’acqua nella rete. La scelta di captare la risorsa nelle aree dove presenta maggiore purezza naturale permetterà di limitare i trattamenti di potabilizzazione, con benefici sia ambientali sia economici.

Accanto alle soluzioni tecniche, la progettazione ha integrato anche accorgimenti costruttivi orientati alla sostenibilità, tra cui:

  • tegole fotovoltaiche per la produzione di energia rinnovabile
  • percorsi realizzati in cemento drenante
  • prati armati e rivestimenti delle vasche 

Soluzioni che consentono alla centrale di inserirsi in modo più armonico nel contesto urbano e di ridurre l’impronta ambientale dell’infrastruttura.


La dorsale che collega i comuni del Nord Milano

La centrale di Cornaredo sarà il cuore di un sistema più ampio: la Dorsale idrica del Nord Milano, una condotta di circa 19 chilometri realizzata con tubazioni in acciaio di grande diametro (600, 500, 400 e 300 millimetri).

Questa infrastruttura collegherà Cornaredo con diversi comuni dell’area nord-ovest milanese, tra cui: Rho, Bollate, Arese, Baranzate, Pero, Cusano Milanino, Bresso, Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni.

La dorsale consentirà di gestire la distribuzione dell’acqua come un unico sistema integrato, migliorando la capacità di risposta della rete in caso di guasti, manutenzioni o criticità locali.


Innovazione anche nel metodo: progettazione BIM

Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda il metodo di progettazione. La centrale è stata infatti sviluppata utilizzando strumenti di modellazione BIM (Building Information Modeling) su larga scala.

Il BIM consente di creare un modello digitale tridimensionale dell’infrastruttura, nel quale vengono integrati dati tecnici, strutturali e gestionali. Questo approccio permette di simulare il funzionamento dell’impianto prima della costruzione, ottimizzare le scelte progettuali e migliorare il coordinamento tra progettisti, tecnici e imprese.

Nel caso della centrale di Cornaredo, la modellazione digitale ha reso possibile analizzare in anticipo diversi scenari operativi, riducendo il rischio di criticità nella fase di realizzazione e semplificando le future attività di manutenzione.


Un progetto costruito con il territorio

Accanto all’innovazione tecnologica, il progetto della dorsale e della centrale è stato accompagnato anche da un percorso di progettazione partecipata.

Il processo ha coinvolto amministrazioni comunali, tecnici del territorio e stakeholder locali con l’obiettivo di discutere le scelte progettuali, raccogliere osservazioni e individuare soluzioni capaci di ridurre gli impatti delle opere.

Questo approccio ha permesso di costruire un’infrastruttura non solo tecnicamente avanzata, ma anche condivisa con i territori che la ospiteranno.


Un sistema idrico sempre più integrato

Insieme alle centrali già operative di Pozzuolo Martesana e Trezzo sull’Adda, la nuova centrale di Cornaredo completa il sistema acquedottistico avviato da Gruppo CAP negli anni Novanta per la Città metropolitana di Milano.

L’obiettivo è costruire un sistema sovracomunale capace di gestire l’acqua in maniera interconnessa, riducendo il rischio di disservizi e garantendo una distribuzione più uniforme della risorsa.

Centralizzare la produzione consente infatti di:

  • ottimizzare i trattamenti
  • migliorare il controllo qualitativo
  • ridurre i costi complessivi di gestione

e allo stesso tempo assicurare maggiore flessibilità nella gestione delle risorse idriche.


Più resilienza per la rete idrica metropolitana

Il sistema del Nord Milano rafforza la resilienza dell’intera rete acquedottistica, offrendo anche un surplus di risorsa idrica che potrà essere utilizzato per supportare i territori più esposti a criticità.

In questo modo la centrale di Cornaredo non rappresenta soltanto una nuova infrastruttura, ma un tassello di una strategia più ampia: costruire reti idriche più integrate, sicure e capaci di adattarsi alle sfide future, dal cambiamento climatico alla crescente domanda di acqua nelle aree urbane.


Fotogallery